Non riconobbe immediatamente l'ambiente in cui si ritrovò. Un lungo corridoio, con porte da entrambi i lati, si stendeva per svariate decine di metri. La luce che filtrava dalla finestra dello stanzino in cui era stato relegato fino a poco prima gli aveva fatto già capire di trovarsi in un seminterrato. Mentre avanzava, preceduto dalla donna e seguito dall'energumeno, si rese tuttavia conto del fatto che le porte erano tutte uguali ad eccezion fatta per dei numeri, di volta in volta differenti, su ognuna di esse. Quando arrivò alla fine del corridoio e si trovò di fronte a un locale più ampio racchiuso in pareti di vetro iniziò a intuire qualche cosa, ma ebbe la conferma di avere ragione quando fu portato di fronte a una porta la cui targa recitava "Primario". Doveva trovarsi in uno dei tanti ospedali provvisori costruiti in fretta e furia nel periodo della pandemia, e altrettanto rapidamente abbandonati al termine di essa.
La donna bussò sulla porta, riproducendo, Josh la riconobbe subito, l'introduzione del Bolero di Ravel. Dall'interno si udì un perentorio "Prego!", seguito dallo scatto di una serratura. I suoi accompagnatori indietreggiarono entrambi di qualche passo, poi gli intimarono di entrare.
Inutile negare che Josh aveva passato gli ultimi minuti, seppur preoccupato, a fantasticare sul Decano; su chi potesse essere e cosa potesse volere da lui, ma ciò che si trovò davanti non si avvicinava nemmeno lontanamente a qualsiasi cosa la sua fervida immaginazione era riuscito ad offrirgli. Di fronte a lui si ergeva un'enorme libreria di fortuna, chiaramente ricolma di qualcosa di cui Josh aveva solo sentito parlare in qualche forum di nicchia online: decine, anzi centinaia di libri si appoggiavano l'un l'altro quasi a sostenersi vicendevolmente. E dire che il ragazzo credeva che non sarebbe mai stato testimone di qualcosa più strabiliante dei giornali che imbottivano il letto su cui si era trovato fino a poco prima: tomi di biologia, volumi di astronomia, grosse raccolte rilegate di novelle; il ragazzo non poteva credere ai suoi occhi. Da qualche parte, dietro a quell'insormontabile parete di sapere, la voce che poco prima lo aveva invitato ad entrare, calma, ma estremamente ferma, gli chiese di avvicinarsi. Josh aggirò gli scaffali stracolmi e, svoltato l'angolo, finalmente si trovò faccia a faccia col Decano.
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