"Benvenuto
all'Università, ragazzo."
Josh rabbrividì. Aveva
sentito parlare dell'Università, l'organizzazione criminale il cui nome
prendeva ispirazione dalle vecchie scuole accademiche, scomparse ormai da anni
e soppiantate dagli IPOTS, gli Istituti Per Operatori e Tecnici Statali.
Erano stati dunque i
membri dell'Università a sequestrarlo? Che cosa volevano da lui? Mentre quelle
e altre domande gli si accatastavano nella testa come accatastati erano i fogli
davanti a lui, il Decano, quasi non si fosse accorto del suo evidente stato di
shock, continuò:
"Non c'è nessuna
droga, figliolo. È uno specchietto per le allodole, e ci serve per selezionare
nuovi potenziali membri, qui all'Università."
Josh,la cui
preoccupazione cresceva ogni istante di più, stava nel frattempo facendo i
conti con la reazione di attacco o fuga, rendendosi però conto che a pochi
metri da lui e dal Decano, seppur dietro a una porta, c'era ancora il colosso
che lo aveva scortato fino a lì. Rimanendo immobile iniziò a pensare a come
sarebbe potuto venire fuori da quella situazione. La risposta arrivò rapida,
improvvisa e violenta come un acquazzone estivo: non poteva.