lunedì 28 aprile 2014

Gesù e le donne, quando idealizzare l'Amore lo uccide.

Mi fa sempre ridere, amaramente, il tema dell'Amore. L'Amore cristiano, l'Amore cortese, l'Amore puro, tutto l'Amore. Ma io rido perché sono un coglione, e perché piango per le situazioni. Iniziassi a piangere anche per le riflessioni non avrei più tempo per fare nient'altro, come ad esempio per scrivere post pieni di parole ma empi di utilità.

L'esistenza dell'umanità tutta è pregna di questo concetto difficilmente traducibile in gesti e ancor meno spiegabile in parole, eppure fulcro della cultura di tutti gli esseri umani, senza discriminazioni di razza, religione, sesso, estrazione sociale e appartenenza politica. 
Ma la volontà stessa di idealizzarlo è anche il motivo principe per cui poi viverlo diventa davvero impresa ardua a discapito della sua ineluttabile necessità di esistere. Il vero cancro della nostra razza, l'Amore. Tutti lo vogliono, ma nessuno sa cosa sia davvero. È sacrificio? È adorazione? È compassione, comprensione, dedizione? È annullamento di sé stessi a favore d'altri o innalzamento della propria persona a beneficio altrui? È saper essere razionali per il raggiungimento di un fine superiore o è offuscamento totale delle capacità cognitive a favore del momento? 
È la cosa che può farti star meglio e peggio in assoluto, e nonostante ciò ci affanniamo tutti alla ricerca di questa chimera amorfa e criptica, magari crediamo di trovarla in un sorriso, in un abbraccio, in una dichiarazione. Magari la vogliamo trovare e pensiamo di averla vista dove in realtà non c'era, esattamente come il miraggio di un'oasi nel deserto per un viandante assetato. Perché in realtà, proprio come l'acqua in un ambiente arido, se continuiamo a cercarlo nonostante abbiamo passato la vita provando a circondarcene, forse ne abbiamo bisogno sempre di più, o forse inconsciamente ci rendiamo conto di non averne, in realtà. Forse sappiamo per certo di averlo ma cerchiamo di smussarlo per migliorarlo, o di accrescerlo, andando così contro il concetto stesso di Amore, che dovrebbe già di per sé essere l'esperienza migliore, e quella più grande.

Io non so come vi rapportiate voi all'essere condannati a desiderare con tutti voi stessi qualcosa che non sapete cosa sia. E continuare a non sapere cosa sia nemmeno dopo averla trovata. In tutta onestà non so nemmeno come rapportarmici io, ma tanto io non so un cazzo.

db


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