martedì 21 ottobre 2025

Campione

Per tutta la sua vita non aveva fatto altro che superare traguardi. Un’intera esistenza orientata al raggiungimento di quella linea segnata sul suolo, appena visibile alla velocità con la quale ci passava sopra. Ogni volta che sentiva il colpo secco che segnalava l’inizio della gara non sapeva far altro se non iniziare a correre, più veloce di chiunque gli stesse accanto, tra le urla sguaiate del pubblico che si sbracciava per incitarlo. Traguardo, vittoria, riposo, fino alla gara successiva.

Non poteva lamentarsi, in fondo era un campione, circondato da persone che si occupavano di fargli avere tutto quello di cui necessitava per restare in forma e poter nuovamente gareggiare. La migliore alimentazione, i migliori trattamenti, le migliori femmine. Fino a che avrebbe reggiunto il traguardo per primo gli altri si sarebbero occupati di lui. Il traguardo era la sua ragione di vita, lui non era niente senza il traguardo, lui esisteva solo perché esisteva quella linea sul terreno.

C’era stato chi aveva provato a mettere in discussione la sua supremazia, ma avevano tutti dovuto mangiare la sua polvere, il traguardo era suo e suo soltanto. Fino al giorno in cui si presentò un nuovo, giovane, formidabile avversario. Si era impegnato, aveva dato tutto, aveva portato il suo fisico al massimo dello sforzo, ma non c’era stato niente da fare: il traguardo non era più suo, non lo sarebbe mai più stato.

Il rumore di un’automobile che sfrecciava oltre il limite lo distolse dai suoi pensieri, interrompendo i suoi dolorosi ricordi e donandogli, seppur solo per qualche istante, un po’di sollievo. Si chiese se anche le auto, quando non correvano più, venivano abbandonate a bordo strada, poi si alzò sulle quattro zampe e, con la coda tra le gambe, andò a pisciare sul tronco di un albero.


db


Racconto vincitore di Castelli di carta 2025