mercoledì 11 maggio 2016

Devo dirti una cosa

È che in realtà non so bene cosa. È sempre tutto confuso, io per primo, ma anche tutti gli altri, gonfi delle proprie finte convinzioni, secondo me non scherzano.
Devo dirti una cosa, però immagino che prima debba obbligatoriamente dirla a me, per poterla comprendere appieno e poterla rimettere al tuo giudizio in maniera articolata.
Devo dirti una cosa, forse due, o due milioni. Immagino che i numeri abbiano poca importanza quando a disposizione hai le parole; il problema è che quando anche le parole hanno poca importanza perché tanto non ha senso niente e il pensare è solo un acceleratore di quel processo irreversibile che è l'aumentare della consapevolezza di essere dei rincoglioniti allora forse, no, niente, nessun forse.
Devo dirti una cosa, ma la premura di spiegarti bene che devo dirti una cosa ha fatto sì che ora te ne devo dire un'altra e quella di prima non me la ricordo più, o più semplicemente ha smesso di essere importante, o è diventata insensata, come qualsiasi cosa dopo circa trenta secondi dall'inizio della sua esistenza.
Insomma, dovevo dirti una cosa.

db