giovedì 11 giugno 2015

L'Eco del mattino: l'alba degli imbecilli viventi

Il piatto del giorno offre una ricetta difficile da sbagliare. Pochi ingredienti e facilmente reperibili: un luminare, una banalità, il pubblico.
Ora, intendiamoci, quando uno come Eco si permette di parafrasare una cosa che dovrebbe essere ovvia, ovvero che in rete, esattamente come in qualsiasi altro ambito della vita, la percentuale di asini supera di gran lunga quella di persone effettivamente senzienti, qualsiasi, e ribadisco qualsiasi, persona al di sotto di Eco per curriculum, capacità, nozionismo e chi più ne ha più ne metta può chinare il capo e dimostrarsi cosciente del proprio posto nel mondo o aprire la bocca e sostenere la tesi del caro vecchio Umberto.
Ciò significa che probabilmente la Moss dall'alto della sua tossicodipendenza e dei suoi disturbi alimentari ci ritenga un branco di cessi, che Eco creda che anche i più avveduti tra noi siano imbecilli (etimologicamente privi di bastone e pertanto poco eleganti, mi ci riconosco), che Gesù Cristo si sia pentito di essersi fatto rompere il culo da quattro buzzurri che si facevano pagare in sale, poco importa; non esiste che chicchessia, per numero di seguaci, per contratto con testate di dubbia qualità, per presunta capacità comunicativa, si senta in diritto di autoescludersi da quella "legione di imbecilli" di cui suo malgrado fa inevitabilmente parte.
I problemi dei social sono ben noti ai più; in qualità di specchio della realtà essi danno voce anche agli individui più biechi con la differenza che facilitano la presa di contatto tra personaggi della stessa risma finendo poi per dare ad alcuni di essi una visibilità che altrimenti avrebbero difficilmente raggiunto.
A me, causa la stima che nutro nei confronti di Eco, piace pensare che si riferisse a questo, parlando di "legioni di imbecilli", e non a me che come tanti di voi faccio il ritardato sulla rete senza ledere a nessuno.
Partendo da questo presupposto, però, si giunge alla conclusione che nel mirino dell'autore de Le bustine di Minerva vi siano non solo gli stupidi ignoranti, ma anche quelli istruiti, che postosi da soli, o forti del consenso di altri ignoranti istruiti, su piedistalli di altezze imbarazzanti urlano troiate epocali da pulpiti sui quali non dovrebbero stare.

db